

Quattro.

La fine dello stato liberale.
e l'avvento del fascismo in Italia.


28. Programma dei fasci italiani di combattimento.

Da: Fasci di combattimento, in Il Popolo d'Italia, 6 giugno
1919.

Una manifestazione tipica della tensione sociale dell'immediato
dopoguerra fu la formazione di realt politiche ostili sia alla
tradizionale classe dirigente liberale che ai partiti socialista e
popolare. Ne erano protagonisti gli ex combattenti e varie altre
categorie sociali, di estrazione non solo borghese ma anche
popolare, accomunate dalla delusione e dal risentimento nei
confronti sia del liberalismo che del socialismo. Su tale stato
d'animo cercava di far leva il cosiddetto fascismo delle
origini, come dimostra il programma, qui riportato, dei fasci
italiani di combattimento, che si poneva, seppure confusamente,
obiettivi rivoluzionari con intenti chiaramente demagogici.


Italiani!.
Ecco il programma di un movimento genuinamente italiano.
Rivoluzionario perch antidogmatico; fortemente innovatore,
antipregiudiziaiolo.

Per il problema politico:
Noi vogliamo:
a) Suffragio universale a scrutinio di lista regionale, con
rappresentanza proporzionale, voto ed eleggibilit per le donne.
b) Il minimo di et per gli elettori abbassato ai 18 anni; quello
per i deputati abbassato ai 25 anni.
c) L'abolizione del Senato.
d) La convocazione di una Assemblea Nazionale per la durata di tre
anni, il cui primo compito sia quello di stabilire la forma di
costituzione dello Stato.
e) La formazione di Consigli Nazionali tecnici del lavoro,
dell'industria, dei trasporti, dell'igiene sociale, delle
comunicazioni, eccetera eletti dalle collettivit professionali o
di mestiere, con poteri legislativi, e diritto di eleggere un
Commissario Generale con poteri di Ministro.

Per il problema sociale:
Noi vogliamo:
a) La sollecita promulgazione di una legge dello Stato che
sancisca per tutti i lavoratori la giornata legale di otto ore di
lavoro.
b) I minimi di paga.
c) La partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori al
funzionamento tecnico dell'industria.
d) L'affidamento alle stesse organizzazioni proletarie (che ne
siano degne moralmente e tecnicamente) della gestione di industrie
o servizi pubblici.
e) La rapida e completa sistemazione dei ferrovieri e di tutte le
industrie dei trasporti.
f) Una necessaria modificazione del progetto di legge di
assicurazione sulla invalidit e sulla vecchiaia abbassando il
limite di et, proposto attualmente a 65 anni, a 55 anni.

Per il problema militare:
Noi vogliamo:
a) L'istituzione di una milizia nazionale con brevi servizi di
istruzione e compito esclusivamente difensivo.
b) La nazionalizzazione di tutte le fabbriche di armi e di
esplosivi.
c) Una politica estera nazionale intesa a valorizzare, nelle
competizioni pacifiche della civilt, la Nazione italiana nel
mondo.

Per il problema finanziario:
Noi vogliamo:
a) Una forte imposta straordinaria sul capitale a carattere
progressivo che abbia la forma di vera espropriazione parziale di
tutte le ricchezze.
b) Il sequestro di tutti i beni delle congregazioni religiose e
l'abolizione di tutte le mense Vescovili che costituiscono una
enorme passivit per la Nazione e un privilegio di pochi.
c) La revisione di tutti i contratti di forniture di guerra ed il
sequestro dell'85% dei profitti di guerra.
